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Non è un bambino qualunque. Nella sua famiglia si respira fin dall’inizio aria di cinema e, forse, questo dipende dal fatto che suo padre è uno dei più grandi registi italiani del dopoguerra: Dino Risi. Claudio cresce così a pane e pellicole, come il fratello minore Marco (che, infatti, diventerà anche lui regista).

Autori che partecipano di quel rinnovamento generazionale annunciato da Thierry Frémaux e ribadito dalla programmazione di Un Certain Regard con sei opere prime in concorso.Il Festival di Cannes, arrivato alla sua settantunesima edizione, riserva quest’anno sotto il glamour e le paillettes uno spazio fisico e intellettuale dove ripensare il cinema e prendersi cura dei suoi autori.La presenza del regista russo Serebrennikov, così come quella di Jafar Panahi o l’allineamento del festival a favore di Terry Gilliam nella battaglia dei diritti intorno al suo Don Quichotte, testimoniano un’edizione di grande sensibilità (e solidarietà). La maniera di evocare apertamente le miserie e le traversie della Russia contemporanea non sono state perdonate a Kirill Serebrennikov che esprime da sempre e senza paura la sua opposizione al regime attuale. Un regime che lo costringe ai domiciliari dal 23 agosto scorso.

La primogenita di Ranieri di Monaco ha fatto il suo ingresso nel alotto del mondo?con consueto charme. E la Piazzetta dell’isola azzurra non aveva occhi che per loro. Passeggiatina con la coppia di cani in sgargianti pantaloni rossi per Carolina particolarmente sorridente e distesa..

In As tears go by (1988) il regista comincia a costruire il suo percorso fatto di immagini nelle quali il desiderio si unisce alla nostalgia e dove mondi diversi hanno la possibilità di unirsi incontrarsi, attraverso una scrittura caratterizzata da instabili equilibri fra elementi eterogenei e da un continuo accavallarsi e rispecchiarsi di una serie di frammenti di base. Mentre lavorava ad un film diretto da Patrick Tam, The Final Victory (1987), il regista prende lo spunto per la scrittura del suo primo film leggendo un articolo di giornale che riportava la notizia di due adolescenti pagati dalle triadi per commettere un omicidio: nello sceneggiare As tears go by il regista ha ammesso di aver trovato in Mean streets di Martin Scorsese (1973) una fondamentale fonte di ispirazione, visto che secondo lui quella storia di personaggi comuni imprigionati in una situazione senza speranza, in una grande città, poteva essere rappresentata benissimo a New York come a Hong Kong. Il film ci presenta la vicenda di Ah Wah e del suo protetto Fly, una testa calda che non smette mai di creare problemi.


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