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Kate looked past Slick to the lobby and the bank tellers. There were seven customers in the bank, four at the counter and three in line. No one seemed to notice that anything unusual was happening. La fotografia bella, ma quella di un luogo suntuosamente triste inserito, in un paesaggio di bellezza davvero modesta (anzi). Aforismi detti e personaggi come misteriosi aforismi trattati rispecchiano certo volutamente l visione della vita di Sorrentino ma lasciano un senso di vuoto che qui io ho percepito come banalit piutosto che come mistero. La vecchiaia un cosa, la giovent un cosa, la vita di solito almeno un cosa, peggiore o migliore chiss certo differente.

Questa continua danza di focalizzazioni e di personalità permette al film di configurare un ambiente bizzarro ma estremamente vivido e brillante, come se l’estetica delle soap opera incontrasse la prosa di Oscar Wilde. Personaggi grotteschi, eccessivi nella loro boriosit e negli umori alterni, ma sempre positivi, finalizzati all della musica. Cinema di qualit assolutamente da non perdere..

Lo stesso anno, su incarico del Comune di Milano, allestisce lo spettacolo “Miami” e, fagocitata dalla televisione, assieme a Nichetti e Gabriele Salvatores, dà vita al programma “Quo vadiz”, passando più in là anche a “La tv delle ragazze” (1989) di Serena Dandini, con i suoi mitici spot finti.Nel 1985, scrive e mette in scena con il gruppo Panna Acida lo spettacolo “Viola”, intervallando il teatro al grande schermo. Affianca Adriano Celentano nella commedia Il burbero (1986) di Castellano e Pipolo, passando anche al cinema francese con Un uomo sotto tiro (1987), dove recita accanto a Joe Pesci, Jonathan Pryce, Danny Aiello e Laura Morante. Forte la sua collaborazione con il regista Daniele Luchetti che la imporrà in molte delle sue pellicole: Domani accadrà (1988), Il portaborse (1991), Arriva la bufera (1992) e Mio fratello è figlio unico (2007).

E in effetti il ritmo buono, l serrata con effetti speciali un p obsoleti (sono passati oltre 30 anni) e stunt vecchia maniera che si producono in tuffi e piroette degne dei fratelli Marconi. Stupisce per la semplicit e la linearit con la quale cattura lo spettatore, poche trovate ma buone, le spettacolarit sono ridotte al lumicino e l da sera rimasto nell I bastardi senza gloria di Castellari sono dei veri antieroi e lo spirito di non apparire a tutti i costi forte per tutta la durata del film: si riscatteranno, senza avere quel giusto tributo che avrebbero meritato. Sulla scia de “La croce di ferro” credo che sia un buon film godibile ma che non possa essere osannato ne considerato oggetto di culto ma il bello che funziona se avere o fare nulla di speciale..


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