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Attrice teatrale, cinematografica e televisiva tedesca conosciuta in patria per pellicole come Barfuss (2005), Requiem (2006) e If Not Us, Who (2011), è stata nominata l’attrice tedesca dell’anno nel 1992.Imogen Kogge nasce a Berlino l’8 febbraio 1957. Dal 1976 al 1980, studia recitazione presso la Hochschule der Knste di Berlino e, una volta terminati gli studi, entra a far parte immediatamente della Deutsche Schauspielhaus di Amburgo, dove rimane fino al 1984. I suoi più grandi successi li incontra quando comincerà a lavorare nelle numerose pièce teatrali dirette da Peter Stein e Luc Bondy, fra il 1985 e il 1986, anni in cui entrerà a far parte del Berliner Schaubhne.

E non è che l’horror in generale qui si trova anche qualcosa di The Last Exorcism e L’altra faccia del diavolo sia meno “divertente”, soprattutto per i meno appassionati che ne colgano maggiormente la scrittura improbabile e l’eccessiva sospensione della credulità. Il problema è soprattutto che al facile umorismo di commento, ovvero quello che viene a tutti noi quando si è davanti a un film non eccelso, notandone i momenti più improbabili, qui si affianca anche e soprattutto una risata greve dovuta a riferimenti sessuali espliciti ed eccessivi, ma soprattutto mai divertenti. Paga, Ghost Movie, la mano pesante che si ha nella più recente parodia a stelle e strisce e un’evidente crisi di ispirazione, acuita dal fatto che, ovviamente, i successi del passato “costringono” produttori e autori a tornare sul set troppo spesso.

E anche qui va in scena il solito copione. Gli appalti finiscono nelle mani delle imprese legate alla famosa Cricca che ha il monopolio dei Grandi eventi, la cui gestione viene affidata da una legge assurda fatta dal precedente governo Berlusconi che il centrosinistra non ha abrogato, alla Protezione civile di Guido Bertolaso. I costi lievitano come la panna montata con la scusa dell’urgenza e del disagio perché si lavora su un’isola, anche se quella circostanza era ben nota fin dall’inizio: che la Maddalena sia in mezzo al mare non si può certo scoprire quando si apre il cantiere, ma la cosa non sembra turbare chi si vede presentare quel conto astronomico, salito in un baleno per le sole opere delle strutture dell’Arsenale da 200 a 327 milioni. Più 57 per cento. Un fatto secondo il progettista, l’architetto Stefano Boeri, assolutamente senza senso: le maggiorazioni sono giustificabili per le vere emergenze, che com’è noto sono cosa ben diversa dalle urgenze. In una situazione come quella del G8 hanno invece determinato margini ingiustificati di guadagno.


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