Ray Ban Aviator Macy&S

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I campioni del 2013 non si discutono, quindi. Ma la fine dell permette anche di guardarsi indietro e valutare cosa ci siamo persi e vale la pena recuperare: dai giochi passati sotto il radar, a quelli un po sgangherati ma interessanti, fino ai quasi blockbuster che hanno guadagnato punti extra con il passare del tempo, rivelandosi a posteriori fra le cose migliori di questi mesi. Ecco allora 10 tra i ripescaggi e le seconde occasioni più stimolanti del 2013..

Gli anni Ottanta sono sotto il segno di Mario Merola, che diretto da Alfonso Brescia, lo sceglie come suo interprete ne Zappatore (1981) o Napoli, Palermo, New York Il triangolo della camorra (1981).Dal 1981 al 1993, lavora con Luisa Conte e Carlo Taranto mettendo in scena ben nove commedie di successo fra cui spiccano: “Ce pensa Mammà”, Signori Biglietti”, “Impriesteme a muglierata” e “Angelarosa Schiavone”, anche se nel frattempo non smette di partecipare come macchietta in pellicole di dubbio gusto come Pierino la peste alla riscossa (1982), nel ruolo dell’odiato e poco temuto Maestro Stanghetti. Nel 1987, debutta perfino come coregista ne “Qui siamo tutti pazzi”, monologo teatrale con le musiche di Toni Sorrentino.Il nuovo decennio gli porta altro teatro in giro per l’Italia, prima nella parte del regista (“Tre Cazune fortunate”, “Non è vero ma ci credo” e “Quaranta ma non li dimostra”) e poi in quella di attore ritrovando come partner Rosalia Maggio, con la quale ricrea un importante sodalizio artistico. Riconfermato un talento come interprete, regista, autore e adattatore conquista definitivamente Napoli con “Ecco Francesca da Rimini”, “Un mese di villeggiatura”, “Quaranta mbruoglie pe nu figlio” “‘e nepute d’o sindaco”, i classici “San Giovanni Decollato”, “Il malocchio” e “Miseria e nobiltà”, ancora “Non è vero ma ci credo” ed infine “Caviale e lenticchie”.Nanni Loy lo riporta al cinema con Pacco, paccotto e contropaccotto (1993), cui seguirà una lunga assenza dal grande schermo, mentre nel piccolo schermo apparirà nella miniserie di Canale 5 Anni ’50 di Carlo Vanzina con Ezio Greggio.

Un Soffio al cuore (1971) con Lea Massari, descrive il rapporto incestuoso fra una madre e suo figlio, senza però sostenere alcun giudizio morale. Il suo cinema, insomma, parlò chiaro: al mondo non ci sono innocenti né colpevoli, non esiste il Bene e il Male, è lo spettatore, l’essere vivente, che deve formare la sua opinione che può essere a favore e contraria, ma pronunciata non in anticipo. Fu così che l’inquietudine sentimentale di un adolescente, i suoi complessi rapporti con il mondo, la sua psicologia molto convincente, si fecero riflesso dell’ambiente della provincia francese e, forse, del mondo intero.


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