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Grazie a questo gesto coraggioso, la ragazza riuscirà anche nell’intento di tenere unita la propria famiglia. L’esperienza di Shue nella raccolta di fondi e nella costituzione di partnership strategiche a livello di marketing è stata di grande aiuto per il film. Andrew vive nel New Jersey con Jennifer, sua mogie da undici anni, e i loro tre figli.

Scelta da grandi registi italiani come Fellini (Giulietta degli Spiriti, 1967 e Tre passi nel delirio, 1968), Monicelli (Amici miei 1975 e Amici miei Atto II 1982), Scola (L’arcidiavolo 1966 e La terrazza 1982) e poi ancora Festa Campanile, Loy, Lattuada, Risi, Bolognini e Damiani, arriva a recitare perfino accanto ad Elizabeth Taylor e Richard Burton ne La bisbetica domata (1967) di Franco Zeffirelli, ma saranno pur sempre ruoli marginali e da caratterista dove ricopre le vesti da “serva” timida e silenziosa o quelle da “padrona”, signora dell’alta borghesia sofisticata e distinta.Con gli anni Settanta, mentre in Italia recita in pellicole mediocri e commedie scollacciate, si accorgono di lei a livello internazionale: diventerà, infatti, una delle attrici della corte di Luis Buuel, il padre del surrealismo, in film come Il fascino discreto della borghesia (1973) e Quell’oscuro oggetto del desiderio (1977). Non sfugge neanche al piccolo schermo dove già nel 1964 Lina Wertmller l’aveva imposta nel ruolo di una delle sorelle di Gian Burrasca (interpretato da un’esordiente Rita Pavone) nello sceneggiato a puntate “Il giornalino di Gian Burrasca”, e sarà anche una perfetta Alice ne “Nel mondo di Alice” (1970), trasposizione televisiva della celebre fiaba di Lewis Carroll “Alice nel Paese delle Meraviglie”. A teatro, pupilla della grande Rina Morelli, lavora con la compagnia Morelli Stoppa nel 1982 con “Oh, che bella guerra” e nel 1983 con il pirandelliano “Così è se vi pare”.


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