B Y L Ray Ban

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Estevez, che all’epoca aveva sei anni, mette insieme un cast ad altissimo livello per raccontarci di un American Dream che sembrava ancora possibile e che, da quel giorno che faceva seguito agli spari di Dallas, ha cominciato a impallidire. Estevez non è meno americano di chi osanna Bush ma fa parte di quell’America legata all’ “I Care”(Mi riguarda) di cui Bob Kennedy fu l’ultimo vessillo. “Hanno creato un deserto e lo chiamano pace” diceva Bob in riferimento al Vietnam.

Riesce ad essere credibile sia come pazzo omicida che come romantico malinconico. Addirittura non sembra lui in questo film. Davvero bravo. Meno in parte la Mezzogiorno. Attrice in gamba ma in quest’opera non troppo in parte. Attribuisce al personaggio una mancanza di carattere che a mio avviso non ha.

Anzi: made in Calci. qui che l’amministratore delegato della Medical Micro Instruments di via del Paduletto, Giuseppe Maria Prisco, vive insieme alla moglie Hannah Teichmann, che si occupa di sviluppare le applicazioni cliniche. Ed è qui che la coppia insieme all’ingegnere livornese Massimiliano Simi ha deciso di fondare l’azienda che vuole aiutare i medici nelle sale operatorie..

Uno di quegli attori, Damian Lewis, dal volto inciso, dal piglio determinato, e contraddistinti dall’imperturbabilità del multitasking. Infatti Lewis recita per cinema, TV e teatro senza che un ambiente influenzi l’altro, anzi, proveniente da quella che noi chiamiamo “gavetta”, riesce a fare di ogni performance un tesoro. Nella II Guerra Mondiale, al posseduto da entità extraterrestri, dal detective, a Laerte dell’Amleto.Totalmente legato all’isola britannica, ha nonni paterni originari del Galles, e suo nonno materno fu Sir Ian Bowater, Lord Sindaco della Città di Londra dal 1969 al 1970.

Un suo amico, scherzando, cade accidentalmente dal ponte di Brooklyn, e muore. Tony, nel frattempo, ha vinto una gara di ballo e si è innamorato della sua compagna, che però non lo ricambia: è troppo matura per lui. Continua. Il fumetto diventa carne (Depardieu) ed ossa (Benigni) per la gioia dei francesi. Ma solo per la loro perché anche gli estimatori non francofoni del fumetto hanno poco da ridere dinanzi a questa produzione ipertrofica (84 miliardi) di Claude Berri.Inizio col dire che ho appena finito di guardarlo alla tv. Per curiosità cercavo i titoli della colonna sonora in giro per il web e son passata per di qui.Leggendo la recensione, però, non sono rimasta per niente felice di quello che veniva scritto, indi obbiettivamente vorrei dire la mia.Lasciamo stare il seno prosperoso della Casta, messo lì semplicemente per far scena e attirare eventualmente il pubblico maschile (altra ragione, in questo film, non ne ho trovata).


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